scrivimi@carlocortesi.it

venerdì, settembre 03, 2010

28 anni fa l'uccisione di Carlo Alberto dalla Chiesa.


28 anni fa l'uccisione di Carlo Alberto dalla Chiesa.

Il 3 settembre del 1982 nella notte palermitana il Generale dei Carabiniere Carlo Alberto Dalla Chiesa venne ucciso, insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all'agente di scorta (l'unica misura prevista a tutela delle loro vive) Domenico Russo.

Lo spunto per queste poche righe mi è stato dato dalla puntata de "La storia siamo noi" andata in onda ieri sera, ovviamente in tarda serata, su Rai 2.

La cosa impressionante della vicenda della morte di Dalla Chiesa è rappresentata dalla solitudine dell'uomo di stato, abbandonato dal Governo a Palermo. Mandato a fare una guerra contro la mafia senza uomini e mezzi.

Solitudine del Generale che si trova tutta nella forte e, forse, disperata intervista rilasciata a Giorgio Bocca il agosto 1982, pochi giorni prima del suo assassinio. In questa sua solitudine, pare di rileggere le storie di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rosario Livatino, e tanti altri veri uomini di Stato lasciati soli e destinati a cadere sotto i colpi della mafia.

Di seguito riporto l'intervista integrale di Giorgio Bocca. Buona lettura... Riflettete.


"Come combatto contro la mafia "
di Giorgio Bocca, da La Repubblica del 10 agosto 1982


"E' una delinquenza cauta ,che ti misura che ti ascolta…"

PALERMO - La Mafia non fa vacanza, macina ogni giorno i suoi delitti; tre morti ammazzati giovedì 5 fra Bagheria, Casteldaccia e Altavilla Milicia, altri tre venerdì, un morto e un sequestrato sabato, ancora un omicidio domenica notte, sempre lì, alle porte di Palermo, mondo arcaico e feroce che ignora la Sicilia degli svaghi, del turismo internazionale, del "wind surf" nel mare azzurro di Mondello. Ma è soprattutto il modo che offende, il "segno" che esso dà al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e allo Stato: i killer girano su potenti motociclette, sparano nel centro degli abitati, uccidono come gli pare, a distanza di dieci minuti da un delitto all'altro.

Dalla Chiesa è nero: "Da oggi la zona sarà presidiata, manu militari. Non spero certo di catturare gli assassini ad un posto di blocco, ma la presenza dello Stato deve essere visibile, l'arroganza mafiosa deve cessare".

Che arroganza generale?
"A un giornalista devo dirlo? uccidono in pieno giorno, trasportano i cadaveri, li mutilano, ce li posano fra questura e Regione, li bruciano alle tre del pomeriggio in una strada centrale di Palermo".

Questo Dalla Chiesa in doppio petto blu prefettizio vive con un certo disagio la sua trasformazione: dai bunker catafratti di Via Moscova, in Milano, guardati da carabinieri in armi, a questa villa Wittaker, un po' lasciata andare, un po' leziosa, fra alberi profumati, poliziotti assonnati, un vecchio segretario che arriva con le tazzine del caffè e sorride come a dire: ne ho visti io di prefetti che dovevano sconfiggere la Mafia.

Generale, vorrei farle una domanda pesante. Lei è qui per amore o per forza? Questa quasi impossibile scommessa contro la Mafia è sua o di qualcuno altro che vorrebbe bruciarla? Lei cosa è veramente, un proconsole o un prefetto nei guai?
"Beh, sono di certo nella storia italiana il primo generale dei carabinieri che ha detto chiaro e netto al governo: una prefettura come prefettura, anche se di prima classe, non mi interessa. Mi interessa la lotta contro la Mafia, mi possono interessare i mezzi e i poteri per vincerla nell'interesse dello Stato".

Credevo che il governo si fosse impegnato, se ricordo bene il Consiglio dei Ministri del 2 aprile scorso ha deciso che lei deve "coordinare sia sul piano nazionale che su quello locale" la lotta alla Mafia.
"Non mi risulta che questi impegni siano stati ancora codificati".

Vediamo un po' generale, lei forse vuol dirmi che stando alla legge il potere di un prefetto è identico a quello di un altro prefetto ed è la stessa cosa di quello di un questore. Ma è implicito che lei sia il sovrintendente, il coordinatore.
"Preferirei l'esplicito".

Se non ottiene l'investitura formale che farà? Rinuncerà alla missione?
"Vedremo a settembre. Sono venuto qui per dirigere la lotta alla Mafia, non per discutere di competenze e di precedenze. Ma non mi faccia dire di più".

No, parliamone, queste faccende all'italiana vanno chiarite. Lei cosa chiede? Una sorta di dittatura antimafia? I poteri speciali del prefetto Mori?
"Non chiedo leggi speciali, chiedo chiarezza. Mio padre al tempo di Mori comandava i carabinieri di Agrigento. Mori poteva servirsi di lui ad Agrigento e di altri a Trapani a Enna o anche Messina, dove occorresse. Chiunque pensasse di combattere la Mafia nel "pascolo" palermitano e non nel resto d'Italia non farebbe che perdere tempo".

Lei cosa chiede? L'autonomia e l'ubiquità di cui ha potuto disporre nella lotta al terrorismo?
"Ho idee chiare, ma capirà che non è il caso di parlarne in pubblico. Le dico solo che le ho già, e da tempo, convenientemente illustrate nella sede competente. Spero che si concretizzino al più presto. Altrimenti non si potranno attendere sviluppi positivi".

Ritorna con la Mafia il modulo antiterrorista? Nuclei fidati, coordinati in tutte le città calde?
Il generale fa un gesto con la mano, come a dire, non insista, disciplina giovinetto: questo singolare personaggio scaltro e ingenuo, maestro di diplomazie italiane ma con squarci di candori risorgimentali. Difficile da capire.

Generale, noi ci siamo conosciuti qui negli anni di Corleone e di Liggio, lei è stato qui fra il '66 e il '73 in funzione antimafia, il giovane ufficiale nordista de "Il giorno della civetta". Che cosa ha capito allora della Mafia e che cosa capisce oggi, 1982?
"Allora ho capito una cosa, soprattutto: che l'istituto del soggiorno obbligatorio era un boomerang, qualcosa superato dalla rivoluzione tecnologica, dalle informazioni, dai trasporti. Ricordo che i miei corleonesi, i Liggio, i Collura, i Criscione si sono tutti ritrovati stranamente a Venaria Reale, alle porte di Torino, a brevissima distanza da Liggio con il quale erano stati da me denunziati a Corleone per più omicidi nel 1949. Chiedevo notizie sul loro conto e mi veniva risposto: " Brave persone". Non disturbano. Firmano regolarmente. Nessuno si era accorto che in giornata magari erano venuti qui a Palermo o che tenevano ufficio a Milano o, chi sa, erano stati a Londra o a Parigi".

E oggi ?
"Oggi mi colpisce il policentrismo della Mafia, anche in Sicilia, e questa è davvero una svolta storica. E' finita la Mafia geograficamente definita della Sicilia occidentale. Oggi la Mafia è forte anche a Catania, anzi da Catania viene alla conquista di Palermo. Con il consenso della Mafia palermitana, le quattro maggiori imprese edili catanesi oggi lavorano a Palermo. Lei crede che potrebbero farlo se dietro non ci fosse una nuova mappa del potere mafioso?"

Scusi la curiosità, generale. Ma quel Ferlito mafioso, ucciso nell'agguato sull'autostrada, si quando ammazzarono anche i carabinieri di scorta, non era il cugino dell'assessore ai lavori pubblici di Catania?
"Si ".

E come andiamo generale, con i piani regolatori delle grandi città? E' vero che sono sempre nel cassetto dell'assessore al territorio e all'ambiente?
"Così mi viene denunziato dai sindaci costretti da anni a tollerare l'abusivismo".

IL CASO MATTARELLA

Senta generale, lei ed io abbiamo la stessa età e abbiamo visto, sia pure da ottiche diverse, le stesse vicende italiane, alcune prevedibili, altre assolutamente no. Per esempio che il figlio di Bernardo Mattarella venisse ucciso dalla Mafia. Mattarella junior è stato riempito di piombo mafioso. Cosa è successo, generale?
"E' accaduto questo: che il figlio, certamente consapevole di qualche ombra avanzata nei confronti del padre, tutto ha fatto perché la sua attività politica e l'impegno del suo lavoro come pubblico amministratore fossero esenti da qualsiasi riserva. E quando lui ha dato chiara dimostrazione di questo suo intento, ha trovato il piombo della Mafia. Ho fatto ricerche su questo fatto nuovo: la Mafia che uccide i potenti, che alza il mirino ai signori del "palazzo". Credo di aver capito la nuova regola del gioco: si uccide il potente quando avviene questa combinazione fatale, è diventato troppo pericoloso ma si può uccidere perché è isolato".

Mi spieghi meglio.
"Il caso di Mattarella è ancora oscuro, si procede per ipotesi. Forse aveva intuito che qualche potere locale tendeva a prevaricare la linearità dell'amministrazione. Anche nella DC aveva più di un nemico. Ma l'esempio più chiaro è quello del procuratore Costa, che potrebbe essere la copia conforme del caso Coco".

Lei dice che fra filosofia mafiosa e filosofia brigatista esistono affinità elettive?
"Direi di si. Costa diventa troppo pericoloso quando decide, contro la maggioranza della procura, di rinviare a giudizio gli Inzerillo e gli Spatola. Ma è isolato, dunque può essere ucciso, cancellato come un corpo estraneo. Così è stato per Coco: magistratura, opinione pubblica e anche voi garantisti eravate favorevoli al cambio fra Sossi e quelli della XXII ottobre. Coco disse no. E fu ammazzato".

Generale, mi sbaglio o lei ha una idea piuttosto estesa dei mandanti morali e dei complici indiretti? No, non si arrabbi, mi dica piuttosto perché fu ucciso il comunista Pio La Torre.
"Per tutta la sua vita. Ma, decisiva, per la sua ultima proposta di legge, di mettere accanto alla "associazione a delinquere" la associazione mafiosa".

Non sono la stessa cosa? Come si può perseguire una associazione mafiosa se non si hanno le prove che sia anche a delinquere?
"E' materia da definire. Magistrati, sociologi, poliziotti, giuristi sanno benissimo che cosa è l'associazione mafiosa. La definiscono per il codice e sottraggono i giudizi alle opinioni personali".

Come si vede lei generale Dalla Chiesa di fronte al padrino del "Giorno della civetta"?
"Stiamo studiandoci, muovendo le prime pedine. La Mafia è cauta, lenta, ti misura, ti ascolta, ti verifica alla lontana. Un altro non se ne accorgerebbe, ma io questo mondo lo conosco".

"ERA MEGLIO L'ANTITERRORISMO"

Mi faccia un esempio.
"Certi inviti. Un amico con cui hai avuto un rapporto di affari, di ufficio, ti dice, come per combinazione: perché non andiamo a prendere il caffè dai tali. Il nome è illustre. Se io non so che in quella casa l'eroina corre a fiumi ci vado e servo da copertura. Ma se io ci vado sapendo, è il segno che potrei avallare con la sola presenza quanto accade".

Che mondo complicato. Forse era meglio l'antiterrorismo.
"In un certo senso si, allora avevo dietro di me l'opinione pubblica, l'attenzione dell' Italia che conta. I gambizzati erano tanti e quasi tutti negli uffici alti, giornalisti, magistrati, uomini politici. Con la Mafia è diverso, salvo rare eccezioni la Mafia uccide i malavitosi, l'Italia per bene può disinteressarsene. E sbaglia".

Perché sbaglia, generale?
"La Mafia ormai sta nelle maggiori città italiane dove ha fato grossi investimenti edilizi, o commerciali e magari industriali. Vede, a me interessa conoscere questa "accumulazione primitiva" del capitale mafioso, questa fase di riciclaggio del denaro sporco, queste lire rubate, estorte che architetti o grafici di chiara fama hanno trasformato in case moderne o alberghi e ristoranti a la page. Ma mi interessa ancora di più la rete mafiosa di controllo, che grazie a quelle case, a quelle imprese, a quei commerci magari passati a mani insospettabili, corrette, sta nei punti chiave, assicura i rifugi, procura le vie di riciclaggio, controlla il potere".

E deposita nelle banche coperte dal segreto bancario, no, generale?
"Il segreto bancario. La questione vera non è lì. Se ne parla da due anni e ormai i mafiosi hanno preso le loro precauzioni. E poi che segreto di Pulcinella è? Le banche sanno benissimo da anni chi sono i loro clienti mafiosi. La lotta alla Mafia non si fa nelle banche o a Bagheria o volta per volta, ma in modo globale".

Generale Dalla Chiesa, da dove nascono le sue grandissime ambizioni?
Mi guarda incuriosito.

Voglio dire, generale: questa lotta alla Mafia l'hanno persa tutti, da secoli, i Borboni come i Savoia, la dittatura fascista come le democrazie pre e post fasciste, Garibaldi e Petrosino, il prefetto Mori e il bandito Giuliano, l'ala socialista dell'Evis indipendente e la sinistra sindacale dei Rizzotto e dei Carnevale, la Commissione parlamentare di inchiesta e Danilo Dolci. Ma lei Carlo Alberto Dalla Chiesa si mette il doppio petto blu prefettizio e ci vuole riprovare.
"Ma si, e con un certo ottimismo, sempre che venga al più presto definito il carattere della specifica investitura con la quale mi hanno fatto partire. Io, badi, non dico di vincere, di debellare, ma di contenere. Mi fido della mia professionalità, sono convinto che con un abile, paziente lavoro psicologico si può sottrarre alla Mafia il suo potere. Ho capito una cosa, molto semplice ma forse decisiva: gran parte delle protezioni mafiose, dei privilegi mafiosi certamente pagati dai cittadini non sono altro che i loro elementari diritti.
Assicuriamoglieli, togliamo questo potere alla Mafia, facciamo dei suoi dipendenti i nostri alleati".

Si va a pranzo in un ristorante della Marina con la signora Dalla Chiesa, oggetto misterioso della Palermo del potere. Milanese, giovane, bella.
Mah! In apparenza non ci sono guardie, precauzioni. Il generale assicura che non c'erano neppure negli anni dell'antiterrorismo. Dice che è stata la fortuna a salvarlo le tre o quattro volte che cercarono di trasferirlo a un mondo migliore.

"Doveva uccidermi Piancone la sera che andai al convegno dei Lyons.
Ma ci andai in borghese e mi vide troppo tardi. Peci, quando lo arrestai, aveva in tasca l'elenco completo di quelli che avevano firmato il necrologio per la mia prima moglie. Di tutti sapevano indirizzo, abitudini, orari. Nel caso mi fossi rifugiato da uno di loro, per precauzione. Ma io precauzioni non ne prendo. Non le ho prese neppure nei giorni in cui su "Rosso" appariva la mia faccia al centro del bersaglio da tirassegno, con il punteggio dieci, il massimo. Se non è istigazione ad uccidere questa?"

Generale, sinceramente, ma a lei i garantisti piacciono?
Dagli altri tavoli ci osservano in tralice. Quando usciamo qualcuno accenna un inchino e mormora: "Eccellenza".

domenica, agosto 22, 2010

Posa della prima pietra della nuova sede della Pubblica Assistenza di Chiesina Uzzanese

Posa della prima pietra della nuova sede della Pubblica Assistenza di Chiesina Uzzanese

La prossima domenica 5 settembre si terrà la cerimonia della posa della prima pietra della nuova sede della Pubblica Assistenza di Chiesina Uzzanese.

La nuova struttura sorgerà in via Turati, accanto al parco Sandro Pertini in piazza della Libertà.

Il programma prevede:

ore 9:00, ricevimento autorità;

ore 10:00, santa Messa nel parco Pertini celebrata dal Vescovo di Pescia S. E. Monsignor Giovanni De Vivo;

ore 11:30, saluta del Presidente della Pubblica Assistenza alle autorità presenti;

ore 12:00, posa e benedizione della prima pietra

Al termine della cerimonia sarà allestito un buffet per tutti i presenti.


Di seguito il file dell'invito (la qualità non è delle migliori, purtroppo è semplicemente la scannerizzazione del volantino dell'invito).




venerdì, agosto 20, 2010

Il 4° G.P. Commercio Artigianato Chiesinese si corre domenica 22 agosto!

Il 4° G.P. Commercio Artigianato Chiesinese si corre domenica 22 agosto!

Domenica prossima, il 22 agosto, verrà recuperata la gara in programma il 2 maggio, il 4° G.P. Commercio Artigianato Chiesinese, riservato alla categoria Giovanissimi, ovvero ragazzi e ragazze dai 7 ai 12 anni.

L'appuntamento di maggio venne rinviato in quanto per la categoria giovanissimi non è possibile effettuare gare in caso di pioggia.

Il percorso rimane il solito, ovvero la gara si svolgerà su un circuito di 1 km lungo via Cavour - via Livornese di Sotto - via Guido Rossa - via Giovanni XXIII.

Il ritrovo è fissato per le ore 7:30 presso il "bar Chiesina" (il "barrino") in via Cavour e la partenza della prima categoria è prevista per le ore 9:30.

La gara, valevole come prova unica di Campionato Provinciale di Società, è organizzata dall'Unione Sportiva Toscogas di Chiesanuova Uzzanese.

venerdì, agosto 06, 2010

Domenica 8 agosto - 18° Trofeo Maionchi Nevio A.M. a Chiesanuova Uzzanese

Domenica 8 agosto - 18° Trofeo Maionchi Nevio A.M. a Chiesanuova Uzzanese

Ritornano le corse a Chiesanuova Uzzanese. Anche quest'anno gli amici dell'Unione Sportiva Toscogas organizzeranno una domenica dedicata interamente al ciclismo.

Si parte la mattina con gli esordienti di 1° e 2° anno che partiranno alle ore 9:30. Il ritrovo è presso la ditta Maionchi e il percorso è il seguente:
Chiesanuova/Chiesina/Ponte alla Ciliegia (PU)/Marginone/S. Salvatore/Luciani/S. Piero/Rocconi da ripetere 2 volte INDI Chiesanuova/Chiesina/Ponte alla Ciliegia/Marginone/Montecarlo/S. Piero/Rocconi/Chiesanuova
Per un totale di 39 km.

Il pomeriggio si prosegue con la categoria Allievi che partirà alle ore 15:00 e percorrerà 80 km sul percorso che segue:
Chiesanuova/Chiesina/Ponte alla Ciliegia (PU)/Marginone/S. Salvatore/S. Piero/Rocconi/Chiesanuova da ripetere 2 votle INDI Chiesina/Ponte alla Ciliegia/Marginone/Poggio Baldino/Montecarlo/S. Piero/Rocconi/Chiesanuova/Chiesina/ Marginone/S. Salvatore/S. Piero/Rocconi/Chiesanuova INDI Chiesina/Poggio Baldino/Montecarlo/S. Piero/Rocconi/Chiesanuova da ripetere 2 volte

Che dire, vi aspettiamo a Chiesanuova!!!

lunedì, luglio 12, 2010

Interessanti novità per l'edizione 2010 della Fiera degli uccelli di Chiesina Uzzanese

Interessanti novità per l'edizione 2010 della Fiera degli uccelli di Chiesina Uzzanese

Anche questa estate torna la tradizionale "fiera degli uccelli canori" di Chiesina Uzzanese.


Dopo le modifiche statutarie e ila migliore definizione degli assetti statutari e organizzativi dell'associazione degli scorsi anni quest'anno le novità principali per la fiera sono:

- Si svolgerà su due giorni, e quindi non più solo il 15 agosto. La fiera infatti inizierà il 14.

- Gli spazi per i banchi raddoppieranno arrivando a 50 spazi.

- Questa è la trentesima edizione e per l'occasione è stata denominata delle "5 A " Agricoltura, Arte, Artigianato, Ambiente e Animali

- Sabato 14 agosto ci sarà una manifestazione di Agility Dog.

- Domenica 15 pomeriggio invece sarà la volta di una mostra di cani da caccia.


Mi pare importante sottolineare l'attivismo di questa associazione che raccoglie tanti cacciatori, e non solo, e tanti appassionati della natura e del bell'ecosistema rappresentato dall'ambiente del padule di Fucecchio e delle zone limitrofe.

Buon lavoro a tutti gli amici dell'Associazione! E ringrazio il presidente Giovanni Boldrini per le preziose indicazioni.

mercoledì, giugno 30, 2010

Giovanni Visconti campione italiano 2010!

Giovanni Visconti campione italiano 2010!

Lo scorso sabato 26 Giovanni Visconti si è laureato, per la seconda volta nella sua carriera da professionista, Campione Italiano di ciclismo nella prova su strada.

Faccio tanti complimenti a Giovanni perchè se li merita tutti. Ho avuto la fortuna di correre con lui, di vederlo correre diciamo..., nel 2003 e nel 2004 e so quanto sia determinato e meticoloso nel preparare certi appuntamenti importanti. Certo, a volte si fa un po' troppi problemi e c'è il rischio che si butti giù, per fortuna però c'è lo Scinto che con un paio di sberci lo "rallegra" e lo rassicura.

A Luca, Angelo e a tutta la Isd-Neri vanno i miei complimenti. Una squadra semplice ma fatta e seguita da persone ricche di passione e di professionalità! I risultati arrivano sempre!

Giovanni poi, cosa che lo rende ancora più meritevole di elogi, ha vinto il tricolore nei prof già nel 2007 e nel 2003, nella categoria Under '23 conquistò sia il titolo nazionale che quello europeo.

Quindi che dire, l'appuntamento è per domani 1 luglio dalle ore 20:30 in centro a Lamporecchio per festeggiare questo importante successo...!!


martedì, giugno 29, 2010

2ª Festa dei Giovani Democratici della Valdinievole

2ª Festa dei Giovani Democratici della Valdinievole

I Giovani Democratici dei comuni della Valdinievole svolgeranno la propria festa a Ponte Buggianese dal 1 al 4 luglio 2010.

La festa si svolge presso lo spazio attrezzato in località Borghino, precisamente in via Bramalegno a Ponte Buggianese. Ogni sera sarà in funzione la pizzeria con anche gli antipasti, il bar, lo stand dei bomboloni e sarà anche possibile mangiare hot-dog e hamburger.

Di seguito il programma completo.

Vi aspettiamo...!!!


Cliccando sull'immagine è possibile aprire e scaricare il programma completo della festa.

martedì, giugno 22, 2010

Scomparsa di Giorgio Dami - Il cordoglio del PD di Chiesina Uzzanese


Scomparsa di Giorgio Dami - Il cordoglio del PD di Chiesina Uzzanese


La scorsa settimana ci ha lasciato Giorgio Dami, per tanti anni amministratore del comune di Chiesina Uzzanese con il Partito Comunista Italiano.

Di seguito il comunicato stampa dell'Unione Comunale del PD di Chiesina Uzzanese.

Alla famiglia Dami va anche il mio personale cordoglio.

-----------

Si è spento dopo una lunga agonia, all’età di 86 anni, presso la propria abitazione in via Dante Alighieri, Giorgio Amerigo Dami (i funerali si sono svolti sabato pomeriggio).

Giorgio era una persona stimata e ben conosciuta da tutti non solo per la sua lunga militanza politica e amministrativa, aveva ricoperto la carica di assessore e vice sindaco, ma anche per essere stato uno dei padri fondatori della pubblica assistenza di Chiesina Uzzanese, dedicandosi con grande devozione per tantissimi anni.

A nome di tutto il Partito Democratico di Chiesina Uzzanese, esprimiamo le nostre sincere condoglianze a tutta la famiglia e in particolare al figlio Carlo.

lunedì, giugno 21, 2010

1ª festa dei Giovani Democratici della provincia di Pistoia.

I Giovani Democratici della provincia di Pistoia organizzano la prima edizione della propria festa provinciale.

L'appuntamento è per il 24, 25, 26 e 27 giugno al circolo ARCI di Bonelle a Pistoia.


Di seguito il programma completo.



sabato, giugno 19, 2010

C'era una volta la zona pedonale... (terza ed ultima parte)

C'era una volta la zona pedonale... (terza ed ultima parte)


Vediamo di riuscire ad esaurire, per ora, il tema della situazione, certo non buona, di Piazza Vittorio Emanuele II.

Ad oggi come stanno le cose? Stanno che ci troviamo con il centro del paese trasformato in un parcheggio selvaggio.

Ognuno mette la macchina dove vuole.

I vasi di piante messi i primi giorni per delimitare l'area di sosta sono stati presto messi da parte o spostati.

Il cartello è girato da un'altra parte.

Il piloncino all'ingresso è stato tolto per facilitare la manovra d'ingresso e uscita.

Che brutta fine per la bella piazza principale.

Inoltre l'inutilità del nuovo parcheggio appare evidente in diversi momenti della giornata, in cui con la piazza semi piena i posti auto in via Garibaldi o via Cavour sono spesso vuoti...

Dov'è quindi la necessità di nuovi posti auto??

Ed inoltre, nella nuova viabilità, la ruga è sempre più sacrificata a svolgere il ruolo di via d'accesso al parcheggio di piazza Vittorio Emanuele II.

La catena d'ingresso alla ruga, una volta aperta solo nel mercato settimanale, ora è avvinghiata alla colonnina, ben stretta per dare
l'idea che è là che deve stare.

Forse però col tempo qualcuno in Giunta s'è ricordato che quella sarebbe area pedonale, da lì l'idea di mettere un cartello provvisorio che lo ricordi.

Quindi che dire, povera Piazza Vittorio Emanuele II.

Il segno della pochezza di chi amministra semplicemente senza governare.

Se poi alla pochezza s'aggiunge l'invidia e le ripicche siamo messi proprio bene.