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sabato, gennaio 05, 2008

È successo in Iowa

È successo in Iowa

Fino a qualche mese fa nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo, la strada per la candidatura da parte dei Democratici di Hillary Clinton sembrava tutta in discesa.

Ora con la vittoria in Iowa Barack Obama può diventare il candidato presidente per i democratici. Certo non è ancora detta l'ultima parola, anzi siamo solo all'inizio, solo una volta chi ha vinto le primarie nel primo stato è stato poi scelto come candidato.

Ma io continuo a sperarci, sarebbe un bellissimo segnale, non a caso tanti giovani ragazzi e ragazze hanno sostenuto e votato Obama in Iowa, forse perchè rappresenta l'unico vero candidato nuovo e che rappresenta un'alternativa credibile.

Di seguito vi riporto il suo discorso post-vittoria, e nei commenti trovate la traduzione apparsa oggi su La Repubblica.

2 Comments:

Blogger Carlo Cortesi said...

La Repubblica - sabato 5 gennaio 2008

Pagina 5 - Esteri


NOI SIAMO LA NUOVA SPERANZA

Il documento

BARACK OBAMA
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Questo è il testo del discorso pronunciato dal senatore dopo l´annuncio della vittoria nel caucus dell´Iowa
«Grazie, Iowa. Dicevano che questo giorno non sarebbe mai arrivato, che avevamo aspettative troppo alte. Dicevano anche che questo Paese è troppo diviso, disilluso per unirsi intorno a un medesimo obiettivo.
Invece, in questa notte di gennaio, in questo momento cruciale della Storia, voi avete fatto ciò che gli scettici dicevano fosse impossibile. Avete fatto ciò che l´America intera può fare in questo nuovo anno, il 2008. In code e in lunghe file fuori dalle scuole e le chiese, nelle cittadine, nelle grandi metropoli, vi siete uniti, democratici, repubblicani, indipendenti, tutti insieme per affermare che siamo un´unica nazione. Siamo un solo popolo ed è giunta l´ora del cambiamento.
Voi avete affermato che è giunto il momento di superare l´amarezza, la meschinità, la rabbia che consuma e logora Washington; di porre fine a una strategia politica che ha creato soltanto divisione.
Noi stiamo scegliendo la speranza, non la paura; l´unità, non la divisione, e stiamo mandando un forte messaggio: in America è in arrivo un cambiamento. Voi avete dichiarato che è l´ora di dire ai lobbisti che pensano che i loro soldi e il loro potere parlino con voce più alta delle nostre che non sono padroni di questo governo. Noi siamo i padroni, e siamo qui per riprendercelo. È l´ora che un presidente sia onesto riguardo alle scelte e alle sfide cui dobbiamo far fronte, che vi dia ascolto. Se nel New Hampshire mi darete la stessa chance che mi avete dato questa sera in Iowa, io sarò quel presidente per l´America.
Vi ringrazio. Sarò un presidente che finalmente renderà l´assistenza medica accessibile e disponibile per ogni americano.
Sarò un presidente che pone fine agli sgravi fiscali per le società che trasferiscono oltreoceano i nostri posti di lavoro; che utilizzerà l´ingegno di contadini, scienziati e imprenditori per affrancare questa nazione dalla tirannia del petrolio.
Sarò un presidente che porrà fine alla guerra in Iraq e finalmente riporterà a casa i nostri soldati; che ripristinerà il nostro prestigio morale; che saprà che l´11 settembre non è un mezzo per spaventare gli elettori, bensì una sfida che deve unire l´America e il mondo contro le minacce comuni del XXI secolo, il terrorismo e le armi nucleari, il cambiamento del clima e la povertà, il genocidio e le malattie.
Stasera siamo un po´ più vicini a questa visione di America, grazie a ciò che voi avete fatto qui in Iowa. E a proposito di ringraziamenti penso sia giusto che io ringrazi l´amore della mia vita, la roccia della famiglia Obama, la persona che mi è più vicina nella campagna elettorale, Michelle Obama (ndr la moglie).
So che quanto avete fatto stasera non l´avete fatto per me, ma perché credete negli ideali americani. So che è così, perché non potrò mai dimenticare che sono arrivato fin qui dalle strade di Chicago, dove facevo ciò che molti di voi hanno fatto per questa campagna: organizzare, lavorare, combattere, per rendere la vita di tutti un poco migliore.
So quanto sia difficile, quanto poco si dorma, quanto poco si ottenga, quanti sacrifici si fanno. Ci sono giorni di grandi delusioni, ma poi, ogni tanto, solo ogni tanto, ci sono serate come questa, una notte che da adesso e per gli anni a venire sarà ricordata come la notte in cui abbiamo fatto i cambiamenti in cui credevamo, affinché più famiglie possano permettersi un dottore, affinché i nostri figli - Malia, Sasha e i vostri bambini - ereditino un pianeta un poco più pulito e più sicuro, affinché il mondo consideri in modo diverso l´America e l´America si consideri una nazione meno divisa e più unita. Voi un giorno ripenserete a questa notte con grande orgoglio e potrete affermare: "Fu quello il momento in cui tutto ebbe inizio".
Questo è il momento in cui l´improbabile ha sconfitto ciò che Washington diceva che sarebbe stato inevitabile.
Questo è il momento in cui abbiamo abbattuto le barriere che ci dividono da troppo tempo, in cui abbiamo unito in una causa comune gente di tutti i partiti e di tutte le età, in cui finalmente abbiamo dato agli americani che non si sono mai interessati alla politica una ragione per alzarsi e occuparsene.
Tra qualche anno, ripensando a questa notte ricorderete che questo è il momento, questo è il posto, nel quale l´America si è ricordata di che cosa significa sperare. Abbiamo sempre saputo che la speranza non è cieco ottimismo, non significa ignorare l´enormità dei compiti che dovremo affrontare o gli ostacoli che intralceranno il nostro cammino. Non significa sedersi in disparte e sottrarsi a una battaglia. La speranza è quella cosa che dentro di noi insiste, malgrado tutto lasci intuire il contrario, che il futuro ci riserva qualcosa di meglio se avremo il coraggio di tendergli la mano, di lavorare per esso, e di combattere per esso.
Speranza è ciò che ho visto negli occhi di una giovane donna di Cedar Rapids che lavora al turno di notte dopo un´intera giornata al college e ciò nonostante non riesce a garantire alla sorella ammalata le cure di cui necessita, una giovane donna che crede ancora che questo Paese le concederà una chance per realizzare i propri sogni.
Speranza è ciò che ho sentito nelle parole di una donna del New Hampshire che mi ha detto di non essere quasi in grado di respirare da quando suo nipote è partito per l´Iraq, e che tutte le sere va a letto pregando che egli possa tornare sano e salvo a casa.
Speranza è ciò che ha indotto un manipolo di coloni a ribellarsi a un impero, che ha spinto la più grande delle generazioni a liberare un continente e guarire una nazione, che ha incoraggiato tanti giovani uomini e donne a sedersi e sfidare gli idranti o a marciare per Selma e Montgomery per la causa della libertà.
Speranza… speranza è ciò che mi ha portato qui oggi per quello che sono, figlio di un kenyano e di una donna del Kansas, con una storia alle spalle che può esistere solo qui, negli Stati Uniti d´America. La speranza è la culla di questa nazione, la fede che il nostro destino non è scritto per noi ma da noi, da tutti gli uomini e le donne che non sono soddisfatti di come va il mondo, che hanno il coraggio di volerlo cambiare.
È a tutto ciò che abbiamo dato vita questa sera in Iowa. E´ lo stesso messaggio che può cambiare questo Paese mattone dopo mattone, strada dopo strada, con le mani piene di calli: insieme, noi, gente normale, possiamo fare cose straordinarie, perché non siamo un insieme di Stati rossi e Stati blu. Noi siamo gli Stati Uniti d´America. E adesso siamo pronti a crederci ancora. Grazie, Iowa».
(traduzione di Anna Bissanti)

5:13 PM

 
Anonymous IngVLombardi said...

Speriamo che non sia come sempre la solita deludente alternativa politica...

1:14 PM

 

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